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Riflessioni sull'arte

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Trascrizione
Mi sembra di poter dire al momento che quando si scorgono contraddizioni in una teoria o non si è capito tutto di essa, o la via si apre faticosamente e generosamente alle conoscenze (non alla conoscenza).
Lorenz dice: "Capite che ci scontriamo con cose assolutamente reali" (pag. 61).
La frase è convincentissima oltre che verificata sulla pelle e su qualche resoconto scientifico (accessibile da me).
Ciononostante l'uso del termine "reale" non rispetta tutte quante le condizioni che L. stesso pone nelle sue teorie.
Fino a questo capitolo L. mi sembrava condivisibile pienamente come potrebb'esserlo la più lusinghiera delle rivelazioni.
Cos'è "la realtà" di L., anzi cos'è la realtà? L'insieme delle res, cioè tutto quanto è acquisibile dall'uomo sensorialmente. E non soltanto sensorialmente. Anche con ciò che l'uomo stesso escogita per potenziare i propri sensi. Qui va tenuto presente che anche questa strumentazione è funzione dell'intenzione iniziale; perciò è quanto meno già contratta in direzionalità e ampiezza: in effetti, fornisce errore nel dato di verifica, quindi accentua, aggrava l'errore dell'intenzione. Ciò forse spiega perché, ed in ogni tempo, le matematiche e la logica dell'uomo usano il procedimento inverso rispetto alle forze esperienze di vita, dalla proposizione generale evidente di per sé (assioma) al caso particolare.
La scienza è dunque conoscenza a posteriori rispetto al procedere naturale delle cose. Certamente una verifica in continuità "di ipotesi innate". Ma ciò non dice affatto che essa avanzi nell'unica direzione possibile o la più opportuna e riduca la sua precarietà come conoscenza, e chiama [?] se intanto non si riduca invece la sua assimilabilità all'uguale con l'intorno vivente. Ciò accade quando si rivela conservatrice della vecchia ⟨…⟩ o quando trascura di potersi vedere comunque una ⟨…⟩. Tutto ciò è improbabile se l'attenzione ⟨…⟩ vivibili ⟨…⟩ attraverso le biblioteche.
Ciò che avviene per Natura mi sembra straordinariamente cronometrico e, mentre si indaga e si scopre, si avverte di essere giunti alla verifica con strumenti alquanto incompleti, così, per fare un esempio, ben lontani dall'essere capaci di chi fa meglio di noi e senza biblioteche: le piante, le rocce, gli animali.
Se si provasse a relegare nella mente il vano, svanirebbe il meglio: l'Arte.