Concepita per oltre quattro metri e ridotta per mancanza di spazio, questa grande tavola rilegge l’Apocalisse di Giovanni in una composizione a spirale, nei tre momenti della visione: Dio in trono, i decreti celesti, l’esecuzione sulla terra. Vi si riconoscono la croce e l’arcobaleno — Dio dalla parte dell’uomo —, i ventiquattro anziani e i quattro esseri viventi, Babilonia la Grande, la prostituta dal mantello a righe, ovvero Roma imperiale che perseguita i cristiani, e i quattro cavalieri: conquista, guerra, carestia, morte. In basso la disperazione dell’uomo e, a suggello, il maiale dell’impurità. La lotta senza fine tra bene e male diventa metafora dello strazio dell’uomo e delle guerre che, nei primi anni Novanta, sembravano condurre il mondo alla deriva.