Un capolavoro ispirato al racconto cinese del Seicento “Il vecchio giardiniere”: l’artista ne fissa due momenti, la disperazione di Ch’iu Hsien davanti alle peonie divelte e la sua ascesa al cielo, ringiovanito, sotto la Dea dei Fiori, tra gru e fagiani. È un giardino dell’Eden dai colori smaglianti, immagine di rinascita dopo il dolore, dove il tempo e la morte non esistono. Vi affiorano i simboli ricorrenti di Cosmo: il compasso e la livella, la cazzuola dell’artigiano e — emblema della sua mania di persecuzione — il cappello dei carabinieri. La morale del racconto si annida nel compasso: chi è onesto e puro di cuore godrà della giustizia.