Autoritratto intimo e teatrale: Cosmo si raffigura come un Pulcinella crocifisso, con i calzini bucati, metafora della vita umana. Attinge alla commedia dell’arte — Balanzone porge la maschera nera a un piccolo Pulcinella, Arlecchino indica un personaggio dal cappello di carta d’artigiano — per comporre le tre età dell’uomo in uno schema piramidale di ascendenza pierfrancescana, su un pavimento a scacchi dal colore metafisico. Le donne di casa piangono e urlano ai piedi della croce, eco del Compianto di Niccolò dell’Arca, mentre volti spiano da piccole finestre: è il disturbo di persecuzione che tormentava l’artista. La maschera diventa così meccanismo di difesa, il modo per sopravvivere e per risanare le ferite che la vita infligge a ogni essere umano.