Scultura in lamiera di zinco saldata a stagno, realizzata con la stessa tecnica sperimentale del Cristo risorto, di cui costituisce — insieme a Testa — una probabile prova. La materia industriale, duttile e leggera, è modellata a mano e saldata a stagno in un gioco di pieni e vuoti; i passaggi di luce e la scomposizione dei piani ne rivelano l’ascendenza futurista. Il soggetto è la figlia più piccola, Fabiola, presenza ricorrente tra le muse domestiche dell’artista.