Ritratto della moglie Elsa, grande amore e punto fermo della vita dell’artista. La figura, dai lineamenti affilati ed eleganti e dall’espressione severa, si staglia in tonalità calde: l’arancio della giacca come fuoco della composizione, il cappello a cloche che rimanda agli anni venti. L’ambientazione sospesa e la costruzione classica avvicinano l’opera al Realismo magico di Casorati, Cagnaccio di San Pietro e Ubaldo Oppi, e al Ritorno all’ordine di Antonio Donghi — maestri che Cosmo studiava minuziosamente. Ogni suo quadro, diceva, nasce da ciò che precede: “tutto ciò che precede prepara l’unicum che segue”.