Dipinto a olio nel formato orizzontale caro ai Macchiaioli, di cui l’acquerello omonimo è lo studio preparatorio. Il colore, steso in campiture materiche di ascendenza espressionista e fauve, costruisce lo spazio senza prospettiva, in un accostamento di verdi, azzurri e macchie calde. Il soggetto — una cava aperta nel fianco della montagna — è una denuncia dello scempio dell’estrazione di pietra e marmo, che devasta il paesaggio e provoca dissesto e inquinamento. Per intensità di materia l’opera è stata accostata all’ultimo Ligabue.