Scultura in cartone dipinto a olio, in cui il volto femminile è scomposto in piani netti e sfaccettati, memori del Cubismo e del Futurismo che Cosmo studiava confrontandosi con la materia plastica. Pieni e vuoti si compenetrano, lo spazio attraversa la forma anziché limitarsi a circondarla. Il cartone, materiale povero e di facile esecuzione, diventa strumento di sperimentazione e d’insegnamento: la testa nasce dalla geometria prima ancora che dalla somiglianza.