Allegoria verticale, concepita nel 1996 come premonizione del quinquennio 2000-2005 e ordita lungo la Colonna infinita di Brancusi. Al centro l’autoritratto dell’artista-professore sfiora il pollice di una scimmia: è l’evoluzione umana, il pensiero che nasce dalla mano (“l’uomo pensa perché ha la mano”). Tutt’intorno prolifera il male — una strage degli innocenti, la tuta arancione del condannato, un pappagallo capovolto, un pipistrello che ghermisce un topo, l’arpa distrutta come in Prova d’orchestra di Fellini — mentre l’artigianato tace, dimenticato su un ramo. All’orizzonte, però, dei fogli volano dall’alto di un monte: lo studio e la conoscenza restano gli unici strumenti per migliorare il mondo.