Natura morta appartenente al ciclo dei primi anni Novanta con cui Cosmo racconta e critica la civiltà post-industriale. Le caffettiere e le stoviglie, oggetti d’uso quotidiano ripresi con memoria morandiana, diventano il pretesto per denunciare la “bulimia” di cose di cui l’uomo contemporaneo si circonda: sempre più oggetti prodotti in serie, sempre meno valore. I toni caldi e i contrasti cromatici tradiscono l’ascendenza dell’Espressionismo tedesco. È il tramonto del boom economico e del “miracolo italiano”, una società che — annota la sorella dell’artista — ha barattato l’essere con l’avere.