Una foglia caduta, colta ad acquerello con poche velature calde che ne seguono l’accartocciarsi. Cosmo, osservatore attento della natura, ne indaga la forma come fosse una piccola invenzione geometrica, affidando al bianco del foglio il respiro della composizione. È un esercizio di sguardo in cui un dettaglio minimo diventa meditazione sul tempo e sul ciclo delle cose.