Dipinto ispirato a un fatto di cronaca del 2001 — la repressione di una protesta in Tanzania, con decine di morti — che diventa riflessione sulla storia coloniale dell’Africa orientale. Sotto il profilo innevato del Kilimangiaro, un vecchio dai tratti arabi porge una kanga, mentre una figura con la testa nascosta in una zucca (calabash) e abiti misti, tradizionali e occidentali, corre verso una donna trafitta da una stalattite, da cui sgorga acqua. Della tradizione resta solo l’asinello che quasi scompare; sullo sfondo un uomo dalle gambe lunghissime scaglia una pietra contro un’auto, altro fatto di cronaca che colpì l’artista. Realtà lontana e contemporanea insieme, è la denuncia — senza dramma, in una sospensione metafisica — delle oppressioni che attraversano la storia umana.