Ultima interpretazione, eccentrica e attualissima, di san Francesco (Francesco Bernardone), qui detto “obsoleto”: l’emblema della povertà, dell’umiltà e della pace non può più essere simbolo del mondo in cui vive Cosmo. Al centro il santo, scalzo e vestito del saio, sorregge un vecchio mendicante insanguinato — l’episodio narrato da Giotto ad Assisi; davanti a lui un muretto a secco pugliese cela un fucile, un compasso e la fiamma dei carabinieri, l’antico sospetto verso l’Arma legato a una ferita di gioventù. Il lupo di Gubbio scavalca la trincea, mentre due figure francescane recano il pane e camminano tra gli ulivi, simboli di carità e di alleanza. Sotto un cielo minacciato dal temporale, l’allegoria denuncia un tempo di guerre e disumanità in cui la santità è ormai diventata “fuori moda”.