Unica scultura in cartone a cui Cosmo diede un titolo. La geometria perfetta, memore dei suoi studi di architettura, evoca le teste lignee dell’arte africana — maschere che consentono agli spiriti degli avi di tornare tra i vivi — e insieme la forma di una bara: il thanatos che, nella cultura africana, non è una fine ma una trasformazione, sopravvivenza nella memoria come antenato. Dal titolo dolente si intuisce la riflessione dell’artista sul cambiamento della società, sullo svuotamento dei valori e su un futuro incerto lasciato in eredità alle nuove generazioni, per lui — professore — motivo di confronto quotidiano.