Natura morta tarda: in un vaso chiaro pochi fiori appassiti — iris o orchidee dai toni bruni e violacei — si piegano su steli e foglie. L’acquerello, delicatissimo, sottolinea solo alcune parti e affida al bianco della carta il respiro della composizione. È la pittura come esercizio quotidiano dello sguardo, in cui anche un fiore che sfiorisce diventa meditazione sul tempo.