Nella folla di un mercato, tra la frutta esposta e una teoria di maschere e teste, un artista di strada si esibisce: la sua figura, ridotta a sagoma azzurra e priva di volto, è quella dell’uomo che si dà in spettacolo restando invisibile. Ritorna un tema caro a Cosmo, quello della maschera e della “bottega”, dello spazio umano dell’artigianato minacciato dalla serialità contemporanea. I colori accesi e le scarpe da ginnastica calano la scena in un presente straniante, mentre le maschere a terra alludono al meccanismo di difesa con cui si sopravvive al mondo.