Tela intima e tarda, tra le più personali. Una nuvola di foglie di magnolia invade la scena; in primo piano un piccolo serpente — insidia e pensiero ossessivo, ma simbolo duale, veleno e antidoto — si tende verso un anello, di nuovo il male che spezzò il matrimonio. Dalle finestre non si affaccia Roma ma il mare azzurro di Molfetta: Cosmo spezza il tempo e lo spazio per tornare alla sua Puglia. Una farfalla gialla volteggia leggera, l’“angelica farfalla” di Dante: anima che si libera, speranza e metamorfosi — e presagio, poiché l’artista morirà due anni più tardi.